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Ancora una pronuncia di accoglimento di un nostro ricorso contro le Soprintendenza BB.AA.CC. 

Il Giudice Amministrativo interviene difatti  per escludere la necessità sia del di titolo abitativo (permesso di costruire, scia, cila) che dell’autorizzazione paesaggistica.

L’importante pronuncia è sostenuta dall’argomentazione giuridica secondo cui la pergotenda non è idonea ad alterare l’assetto del territorio, non occorrendo pertanto il preventivo assenso della Soprintendenza ai Beni Archeologici, Culturali e Paesaggistici.

 

Il Giudice Amministrativo interviene a decidere della legittimità di una clausola del bando di gara che prevede  la fissazione di un monte ore minimo inderogabile nella prestazione del servizio di pulizia.

Sul punto è stato difatti statuito che tale prescrizione non fa venire meno l’autonomia dell’imprenditore, con l’organizzazione dei mezzi a suo carico e rischio, nell’ambito dell’adempimento di una obbligazione di risultato, né trasforma il contratto in una somministrazione di lavoro, dove è assente l’aspetto del rischio di impresa e dell’organizzazione.

La Corte di Giustizia Europea interviene su una questione molto rilevante, che era stata rimessa dal TAR Campania, relativamente all’incidenza della contestazione in giudizio di una risoluzione contrattuale rispetto alle gare successive indette dall’amministrazione aggiudicatrice.

E’ stato ritenuto che contestazione in giudizio di una precedente risoluzione contrattuale non impedisce all’amministrazione aggiudicatrice che indice una nuova gara d’appalto di effettuare una qualsiasi valutazione, nella fase della selezione degli offerenti, sull’affidabilità dell’operatore cui la suddetta risoluzione si riferisce.

 

Con una pronuncia cautelare il TAR Lazio ha ammesso con riserva i nostri assistiti alla partecipazione a sostenere le prove scritte del concorso.

Il Giudice Amministrativo laziale ha difatti condiviso le nostre censure sulle modalità di formulazione delle domande del test di preselezione concorsuale nonchè sull'introduzione del "numero chiuso" per accedere a sostenere le prove di concorso.

Con il decreto presidenziale, quindi, il TAR Lazio ha ammesso i ricorrenti con riserva a sostenere le prove scritte prima della celebrazione della Camera di Consiglio, fissata nel corso del mese di Giugno p.v.

Con un'innovativa pronuncia il Giudice Amministrativo interviene a chiarire le sorti di un consorzio di imprese e\o cooperative in una gara d'appalto nell'ipotesi in cui una delle consorziate perda i requisiti e venga sostituita in seno al consorzio.

E' stato statuito che, in forza dell'autonomia giuridica del consorzio, quest'ultimo possa sostituire l'impresa e\o la società cooperativa che abbia perso i requisiti, anche nel corso della procedura ad evidenza pubblica.

Ne discende l'illegittimità dell'eventuale esclusione di un consorzio dalla gara, motivata in relazione al fatto che quest'ultimo abbia sostituito una delle imprese consorziate (nel caso di specie la cooperativa consorziata era stata sostituita perchè era stata posta in liquidazione coatta amministrativa).

Il Giudice Amministrativo interviene ad interpretare il Codice degli Appalti e dei Contratti Pubblici relativamente all’affidamento degli impianti sportivi comunali.

E lo fa con una sentenza recentissima che ribadisce che, quand’anche l’ente locale ricorra all’istituto della concessione pubblica, l’individuazione del soggetto affidatario dell'impianto dovrà avvenire all’esito di una regolare gara.

Logica conseguenza di tale assunto del Consiglio di Stato è che, laddove un’amministrazione pubblica territoriale (ad es. Comune o Provincia) abbia ad affidare la gestione di un impianto sportivo ad un privato senza regolare procedura di gara, il provvedimento – in qualsiasi forma esso venga reso – sarà illegittimo ed, in quanto tale, impugnabile dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale competente.

Interviene il TAR a confermare la legittimità di una clausola, sempre più frequente nelle gare d’appalto per l’affidamento del servizio di refezione scolastica, che prevede una graduazione del punteggio in funzione della distanza del centro di cottura, trattandosi di un elemento che certamente riflette l’esigenza di assicurare la migliore qualità del servizio di refezione scolastica in concessione.

Il Giudice Amministrativo, nel confermare la legittimità della clausola, ha precisato che la disponibilità dei centri di cottura può non esserci al momento della partecipazione alla gara, attenendo alla fase esecuzione del contratto, potendo quindi essere attivati anche successivamente all’avvenuta aggiudicazione del servizio.

La Corte di Cassazione, condividendo la nostra linea difensiva, interviene sull’analisi delle procedure che le AA.SS.LL. incardinano per la stipula di contratti con medici specialisti ambulatoriali, cristallizzando due fondamentali principii. 

Il primo importante assioma, fissato dai Giudici della Suprema Corte, è che vanno devolute al Giudice del Lavoro (in luogo del Tribunale Amministrativo Regionale) le controversie relative alla formazione della graduatoria definitiva degli specialisti ambulatoriali interni formata da una ASL.

L’altra annosa questione risolta dagli Ermellini riguarda lo strumento regolante il rapporto di pubblico impiego tra AA.SS.LL. e specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi) ambulatoriali: viene difatti statuito che il conferimento degli incarichi deve necessariamente avvenire mediante stipula di adeguata convenzione ex art. 8 D. Lgs. n°502/1992

 

Sono tantissimi gli studenti che hanno affrontato il test d’ammissione alle facoltà a numero chiuso, che anche in questa tornata sembra caratterizzato da profili di presunta irregolarità.

Lo Studio Legale Centore & Associati, forte dei numerosi successi ottenuti in sede giudiziaria relativamente ai test di ingresso degli anni scorsi, ha attivato un Front office telematico per le segnalazioni degli studenti che hanno svolto i test di ingresso alle facoltà universitarie a Numero Chiuso.

Potranno essere segnalate eventuali irregolarità verificatesi nel corso dello svolgimento della prova o eventuali errori di formulazione delle domande o delle risposte somministrate, al fine di valutare l’opportunità di azioni giudiziarie dinanzi al TAR Lazio.

Front office telematico: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

Capita spesso che gli uffici tecnici comunali rilascino permessi di costruire ai quali sono apposte delle prescrizioni. Ebbene sul punto specifico è intervenuto il Consiglio di Stato che, confermando l'orientamento assolutamente prevalente dei TAR in primo grado, ha ribadito che il permesso di costruire, una volta rilasciato, non può essere sottoposto a prescrizioni o ad una condizione (sospensiva o risolutiva). Il caso più frequente è quello delle amministrazioni che, quale prescrizione, richiedono il rilascio "postumo" di una relazione asseverata da un tecnico che attesti la fattibilità del'intervento, oppure che subordinano l'efficacia del permesso di costruire a demolizioni di porzioni dell'immobile oggetto di titolo edilizio. In siffatte ipotesi, quindi, il Giudice Amministrativo potrà "salvare" l'efficacia del permesso di costruire annullando le clausole contenute nelle prescrizioni.

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